Impianto dentale e osteoporosi

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare? È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto …

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare?

È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto importante è che non si può procedere senza una valutazione attenta: ci sono fattori che fanno la differenza tra un impianto che funziona e uno che può dare problemi.

In questo articolo spieghiamo cosa sapere prima di decidere, quali domande fare al tuo dentista e quali accertamenti è importante fare.

Cos’è l’osteoporosi e come influisce sull’osso

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso. Il risultato è un osso più poroso, più fragile e più soggetto a fratture.

La patologia colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini in età avanzata. Si stima che in Italia circa cinque milioni di persone ne soffrano, con una prevalenza molto più alta nella fascia over 70.

Dal punto di vista della chirurgia implantare, la domanda rilevante è: un osso con densità ridotta riesce a integrarsi con l’impianto in modo stabile e duraturo? La risposta dipende dal grado di osteoporosi, dalla quantità di osso disponibile nella sede di inserimento e dalle eventuali terapie farmacologiche in corso.

Impianto dentale con osteoporosi: qual è il rischio reale?

La preoccupazione principale non è l’osteoporosi in sé, ma i farmaci più comunemente utilizzati per trattarla. I bisfosfonati sono la categoria di farmaci più prescritta per questa condizione e possono interferire con la guarigione ossea, aumentando il rischio di una complicanza seria: l’osteonecrosi della mascella.

L’osteonecrosi è una condizione in cui l’osso mascellare o mandibolare non riesce a guarire correttamente dopo una procedura chirurgica, con esposizione dell’osso e difficoltà di cicatrizzazione. Non è una complicanza frequente, ma quando si verifica è difficile da trattare.

Il rischio è significativamente più alto con i bisfosfonati somministrati per via endovenosa, usati soprattutto in oncologia, rispetto a quelli assunti per via orale per il trattamento dell’osteoporosi. Per i pazienti che assumono bisfosfonati orali da breve tempo, il rischio è considerato basso ma non assente.

Oltre ai bisfosfonati, altri farmaci usati in alcune forme di osteoporosi grave, come il denosumab, richiedono analoghe valutazioni di sicurezza prima di procedere con l’implantologia.

Impianto dentale con poco osso e osteoporosi: cosa succede

L’osteoporosi può accelerare il riassorbimento osseo, cioè la progressiva riduzione del volume e della qualità dell’osso nella zona in cui mancano i denti. Questo è un fattore rilevante per l’implantologo: un osso già ridotto in quantità e ulteriormente indebolito dall’osteoporosi rende più complessa la fase di osteointegrazione. L’osteointegrazione è il processo attraverso cui l’osso cresce intorno all’impianto e lo stabilizza nel tempo.

Quando l’osso è insufficiente, la chirurgia orale può prevedere tecniche di rigenerazione ossea guidata o innesti ossei preliminari, che aumentano il volume disponibile prima del posizionamento dell’impianto. 

Non esiste una soglia universale di densità ossea al di sotto della quale l’impianto è escluso: ogni caso va valutato individualmente, considerando la sede di inserimento, la qualità dell’osso residuo e le condizioni generali del paziente.

Quali esami fare prima di un impianto dentale se si ha l’osteoporosi

Prima di procedere con la chirurgia implantare, alcuni accertamenti sono fondamentali per valutare la fattibilità e la sicurezza dell’intervento.

La densitometria ossea misura la densità minerale dell’osso e fornisce dati oggettivi sulla qualità del tessuto osseo disponibile. I risultati vengono espressi tramite il T-score: un valore superiore a -1 è nella norma, tra -1 e -2,5 indica osteopenia, al di sotto di -2,5 si parla di osteoporosi. Questi valori, integrati con la valutazione clinica complessiva, aiutano l’implantologo a pianificare l’intervento.

La TAC cone beam è l’esame di riferimento per la pianificazione implantare: consente di visualizzare con precisione il volume osseo disponibile e la morfologia della sede di inserimento.

Gli esami del sangue completano il quadro clinico: parametri come la fosfatasi alcalina, il calcio sierico e i marcatori del metabolismo osseo forniscono informazioni utili sullo stato della malattia e sull’attività di rimodellamento osseo in corso.

Infine, la storia farmacologica completa va condivisa con l’implantologo prima di qualsiasi valutazione. I bisfosfonati si depositano nell’osso e vi rimangono per anni anche dopo la sospensione: la terapia seguita in passato è quindi rilevante quanto quella attuale.

Quando si può fare un impianto dentale con l’osteoporosi

L’impianto dentale con l’osteoporosi non è escluso, ma richiede una pianificazione più attenta e spesso una collaborazione tra l’implantologo e il medico specialista che segue la malattia ossea. I fattori determinanti sono:

  • Il grado di osteoporosi e il T-score dalla densitometria;
  • La terapia farmacologica in corso: tipo di farmaco, via di somministrazione e durata dell’assunzione;
  • La quantità e qualità di osso disponibile nella sede di inserimento;
  • La salute generale del paziente: altre patologie sistemiche, abitudine al fumo e condizioni orali generali.

In molti casi si procede con precauzioni specifiche: sospensione temporanea del farmaco se clinicamente possibile, protocolli chirurgici meno invasivi e un monitoraggio più frequente durante la fase di guarigione ossea e integrazione ossea.

Impianti dentali a Padova

Se hai l’osteoporosi e stai valutando un impianto dentale, il punto di partenza è una consulenza specialistica che tenga conto della tua storia clinica e farmacologica completa. 

Il team di Medical Center Padova è a disposizione per guidarti in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale alla pianificazione dell’intervento.

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