Reflusso gastrico e sonno nelle donne

Per lungo tempo si è creduto che l’unico ruolo dell’intestino fosse solo quello di provvedere alla nostra digestione. Questo però è assolutamente falso!  A causa della sua specifica conformazione, la salute dell’intestino si riflette sul benessere di tutto il corpo. Poiché è avvolto da fasci nervosi e ospita più di 100 milioni di neuroni, quest’organo …

Per lungo tempo si è creduto che l’unico ruolo dell’intestino fosse solo quello di provvedere alla nostra digestione. Questo però è assolutamente falso! 

A causa della sua specifica conformazione, la salute dell’intestino si riflette sul benessere di tutto il corpo. Poiché è avvolto da fasci nervosi e ospita più di 100 milioni di neuroni, quest’organo è anche soprannominato “il secondo cervello”. Ciò significa che influenza tutti i tipi di processi cerebrali, incluso il sonno. 

Dagli studi scientifici di questi ultimi anni è emerso che intestino e sonno sono strettamente correlati. Ulteriori studi hanno dimostrato che la Malattia del reflusso gastroesofageo (GERD) può portare a deteriorare la qualità del sonno delle donne e quindi spalancare la porta a malattie ben più minacciose. 

Prima di analizzare queste nuove scoperte, capiamo che cos’è questo disturbo gastrointestinale che colpisce il 10-20% della popolazione, una percentuale in rapida crescita. 

Che cos’è il reflusso gastroesofageo? 

Il reflusso gastrico o gastroesofageo è un disturbo che consiste nella risalita lungo l’esofago del contenuto gastrico dello stomaco. Provoca delle sensazioni tipiche di acidità e rigurgito che tutti noi avremo avvertito a volte dopo aver mangiato. È un disturbo molto comune e proprio per questo si tende a sottovalutarne i sintomi. Spesso passano anni prima che il paziente si decida a consultare un medico. Tuttavia, quando si intensifica, il reflusso gastrico è considerato a tutti gli effetti una malattia e per questo si parla di Malattia del reflusso gastroesofageo o dall’inglese GERD (Gastroesophageal Reflux Disease).

L’esofago è il condotto localizzato nel torace che collega la faringe allo stomaco. Quando non ci sono problemi, la sua componente muscolare si contrae per far transitare il cibo verso lo stomaco. Non appena il cibo arriva nello stomaco c’è una valvola chiamata cardias (o sfintere gastroesogafeo) che si richiude per impedire agli alimenti ingeriti e ai succhi gastrici di risalire. Ma quando il cardias si indebolisce e non si richiude a dovere, ecco che i succhi gastrici saranno liberi di risalire causando la malattia del reflusso. 

Ricordiamo che entro certi limiti, quando la quantità di acidi che risalgono è limitata, si tratta di un fenomeno fisiologico e non c’è da preoccuparsi. Tuttavia, se i sintomi sono frequenti, è consigliabile effettuare degli accertamenti.

I sintomi del reflusso gastrico

Alcuni sintomi frequenti del reflusso grafico li abbiamo già menzionati e sono: 

  • Bruciore di stomaco (pirosi)
  • Acidità 
  • Alitosi
  • Rigurgito
  • Gonfiore e flatulenza
  • Eruttazioni

Altri sintomi meno comuni, invece, possono essere: 

  • Salivazione eccessiva
  • Nausea
  • Dolore toracico
  • Difficoltà a deglutire
  • Singhiozzo
  • Disturbi all’apparato respiratorio (tosse cronica, laringite, ecc.).

Le cause del GERD

Quando il cardias, la valvola che regola il passaggio del bolo alimentare, smette di lavorare correttamente, possono esserci diverse cause:

  • Consumo di farmaci (antidolorifici, antidepressivi, anestetici, ecc.).
  • Movimenti inappropriati dell’esofago che determinano un’inversione delle funzioni della valvola.
  • Ernia iatale
  • Gravidanza
  • Sovrappeso e obesità
  • Abuso di alcol e di sigarette
  • Rallentamento dello svuotamento gastrico dovuto ad abitudini alimentari scorrette. Più il cibo rimane nello stomaco e più è probabile che si verifichi il reflusso gastrico. 

Sonno e reflusso: un’influenza reciproca

Come già accennato, studi recenti da una parte indicano che le malattie gastrointestinali possono ostacolare il sonno, dall’altra che i disturbi del sonno possono rivelarsi dannosi per la salute gastrointestinale. 

L’influenza tra queste due componenti non si limita al fatto, noto a chiunque, che il mal di pancia può tenerci svegli la notte, ma è molto più profonda. Sapevate che la serotonina, l’ormone che regola i cicli di sonno e di veglia, è molto più presente nell’intestino che nel cervello? 

Più nello specifico, invece, uno studio del 2023 realizzato su un campione di circa 50.000 donne con reflusso gastrico ha evidenziato come nel 16% dei casi la loro qualità del sonno sia peggiorata nei quattro anni successivi alla comparsa dei sintomi. La cattiva qualità del sonno è collegata a un rischio maggiore di mortalità e malattie croniche, perciò lo studio ha sollevato l’urgenza di trattare prontamente i pazienti che soffrono di GERD. 

Indagare i disturbi digestivi a Padova

La malattia del reflusso gastrico non va presa sottogamba. Non solo perché nei casi più gravi può evolvere in esofagite, ulcere (30-35% dei casi) ed emorragie. Ma anche perché è correlata a insonnia e altri disturbi del sonno che riducono le aspettative di vita del paziente. 

Se pensi di soffrire di questa patologia, oltre a evitare gli alimenti reflussogeni (menta, caffè, cioccolato, cibi fritti e cibi grassi) potresti voler indagare meglio i sintomi per capire da cosa derivano. 

Presso il Medical center Padova puoi verificare il buon funzionamento dell’apparato digerente con un check up mirato sui disturbi digestivi. Per fissare un appuntamento chiama allo 0498755141 oppure scrivici per richiedere più informazioni.

 

Hai bisogno di richiedere informazioni o un appuntamento?

Prenota chiamando al numero 049.87.55.141, oppure compila il form per essere ricontattato.

Esplora altri contenuti

Impianto dentale e osteoporosi

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare? È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto importante è che non si può procedere senza una valutazione attenta: ci sono fattori che fanno la differenza tra un impianto che funziona e uno che può dare problemi. In questo articolo spieghiamo cosa sapere prima di decidere, quali domande fare al tuo dentista e quali accertamenti è importante fare. Cos'è l’osteoporosi e come influisce sull’osso L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso. Il risultato è un osso più poroso, più fragile e più soggetto a fratture. La patologia colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini in età avanzata. Si stima che in Italia circa cinque milioni di persone ne soffrano, con una prevalenza molto più alta nella fascia over 70. Dal punto di vista della chirurgia implantare, la domanda rilevante è: un osso con densità ridotta riesce a integrarsi con l’impianto in modo stabile e duraturo? La risposta dipende dal grado di osteoporosi, dalla quantità di osso disponibile nella sede di inserimento e dalle eventuali terapie farmacologiche in corso. Impianto dentale con osteoporosi: qual è il rischio reale? La preoccupazione principale non è l’osteoporosi in sé, ma …

Importanza relazione medico-paziente nel trattamento odontoiatrico

Per scegliere un dentista, la bravura e la professionalità non sono tutto. La qualità delle cure odontoiatriche dipende certamente dalle competenze e dalla tecnologia disponibile, ma anche da qualcosa di meno misurabile: il rapporto che si costruisce tra medico e paziente. Un paziente che si fida del proprio dentista affronta le cure con maggiore serenità, segue le indicazioni con più costanza e torna ai controlli regolarmente. Un paziente che non si fida, o che ha paura, spesso rimanda - e rimandare in odontoiatria significa quasi sempre complicare i problemi. Capire perché questa relazione è così importante aiuta a riconoscere le caratteristiche di uno studio dentistico che mette davvero il paziente al centro. La centralità del paziente nell’odontoiatria moderna L’odontoiatria ha subito una trasformazione profonda negli ultimi decenni. Gli strumenti sono diventati più precisi, i materiali più evoluti, le tecniche meno invasive. Ma il cambiamento più significativo riguarda il modo in cui il dentista si relaziona con il paziente. Il modello tradizionale era sostanzialmente verticale: il medico decideva, il paziente eseguiva. Oggi questo approccio è superato. L’odontoiatria moderna si basa su un modello partecipativo, in cui il paziente è informato, coinvolto nelle scelte terapeutiche e messo nelle condizioni di comprendere cosa sta per succedere e perché. Questo non significa che il paziente si sostituisca al professionista nella valutazione clinica. Significa che le decisioni vengono prese insieme, con trasparenza, partendo dalle esigenze, dalle aspettative e anche dalle preoccupazioni di chi è seduto sulla poltrona. Uno studio dentistico moderno lavora esattamente in questo …

Prevenire le carie grazie all’alimentazione

Ci sono persone che spazzolano i denti regolarmente, usano il filo interdentale e vanno dal dentista con costanza, eppure continuano ad avere carie. Se ti sei mai chiesto perché hai sempre la carie nonostante una buona igiene orale, la risposta è spesso nel piatto. L’alimentazione è uno dei fattori più influenti sulla salute dei denti, ma anche uno dei più trascurati. Capire il legame tra alimentazione e carie dentali aiuta a fare scelte più consapevoli ogni giorno. Il rapporto tra alimentazione e carie dentali La carie non è semplicemente il risultato di una pulizia insufficiente. È una malattia infettiva multifattoriale: si sviluppa quando i batteri presenti nel cavo orale fermentano gli zuccheri introdotti con il cibo e producono acidi che attaccano lo smalto dentale. Più zuccheri vengono consumati, più a lungo e più frequentemente i denti sono esposti a questi acidi, maggiore è il rischio di demineralizzazione e, nel tempo, di carie. Questo spiega perché due persone con la stessa routine di igiene orale possono avere esperienze molto diverse dal punto di vista della salute orale: l’alimentazione crea le condizioni in cui batteri e acidi agiscono. Un elemento spesso trascurato è la frequenza dei pasti e degli spuntini. Ogni volta che si introduce cibo o una bevanda zuccherata, la bocca entra in una fase acida che dura circa 20–30 minuti. Chi mangia o beve frequentemente bevande zuccherate durante la giornata espone i denti a cicli acidi ripetuti, con un rischio cumulativo molto più alto rispetto a chi consuma gli stessi …