Medical Center Padova srl si dota di una nuova tecnologia che permette di stimolare i processi si guarigione sfruttando le potenzialità offerte dal nostro stesso organismo. Dal nostro sangue si possono ottenere dei prodotti che accelerano i processi di guarigione grazie all’azione dei Fattori di Crescita che sono presenti sulle piastrine e che vengono concentrati …

Medical Center Padova srl si dota di una nuova tecnologia che permette di stimolare i processi si guarigione sfruttando le potenzialità offerte dal nostro stesso organismo. Dal nostro sangue si possono ottenere dei prodotti che accelerano i processi di guarigione grazie all’azione dei Fattori di Crescita che sono presenti sulle piastrine e che vengono concentrati per aumentarne l’efficacia.

La metodica richiede di eseguire un prelievo di sangue circa 10 minuti prima dell’intervento; il sangue così ottenuto viene sottoposto ad un trattamento in campo sterile per separare innanzitutto i globuli rossi e bianchi dal plasma e dalle piastrine. Il plasma così ottenuto – divisibile in due parti a differente contenuto di fattori di crescita – permette di realizzare sia una matrice per trasportare biomateriali per accelerare la guarigione/rigenerazione di tessuto osseo sia membrane per coprire recessioni gengivali.

I vantaggi di questa metodica in campo odontoiatrico, sono rappresentati da una forte accelerazione dei processi di guarigione con accorciamento dei tempi e da un aumento di capacità rigenerativa dei tessuti permettendo di ottenere risultati più soddisfacenti. A questi si aggiunge un utile effetto antalgico che rende meno intenso il dolore post operatorio e quindi richiede di assumere meno farmaci per il suo controllo.

Noi suggeriamo questa tecnica in questi casi:

  • Estrazione denti del giudizio (soprattutto quando è complessa);
  • Innesti di osso;
  • Implantologia;
  • Procedure di chirurgia gengivale;
  • Tecniche di rialzo del pavimento del seno mascellare (sinus lift);
  • Implantologia.

 

L’uso del PGRF – Endoret® (plasma rich in growth factors plasma ricco di fattori di crescita) è una tecnica sicura che non espone a nessun rischio perché utilizza sostanze del nostro corpo che sono concentrate e attivate.

Si tratta di una procedura che è sottoposta a sorveglianza dalle Autorità Sanitarie a tutela della salute delle persone.

Allora sorge spontanea la domanda: “Quali sono gli aspetti negativi di questa metodica?” L’unica conseguenza negativa è la necessità di eseguire un prelievo di sangue dal braccio.

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Impianto dentale e osteoporosi

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare? È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto importante è che non si può procedere senza una valutazione attenta: ci sono fattori che fanno la differenza tra un impianto che funziona e uno che può dare problemi. In questo articolo spieghiamo cosa sapere prima di decidere, quali domande fare al tuo dentista e quali accertamenti è importante fare. Cos'è l’osteoporosi e come influisce sull’osso L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso. Il risultato è un osso più poroso, più fragile e più soggetto a fratture. La patologia colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini in età avanzata. Si stima che in Italia circa cinque milioni di persone ne soffrano, con una prevalenza molto più alta nella fascia over 70. Dal punto di vista della chirurgia implantare, la domanda rilevante è: un osso con densità ridotta riesce a integrarsi con l’impianto in modo stabile e duraturo? La risposta dipende dal grado di osteoporosi, dalla quantità di osso disponibile nella sede di inserimento e dalle eventuali terapie farmacologiche in corso. Impianto dentale con osteoporosi: qual è il rischio reale? La preoccupazione principale non è l’osteoporosi in sé, ma …

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