Lipofilling viso Padova

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Eva Kohlscheen, responsabile del servizio di chirurgia plastica ed estetica del nostro centro, di parlarci di una tecnica di ringiovanimento del viso chiamata lipofilling. Ci ha spiegato in cosa consiste questo intervento di chirurgia estetica, risolvendo diversi dubbi per chi si accinge a richiedere un trattamento simile.  Se siete interessati/e, leggete …

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Eva Kohlscheen, responsabile del servizio di chirurgia plastica ed estetica del nostro centro, di parlarci di una tecnica di ringiovanimento del viso chiamata lipofilling. Ci ha spiegato in cosa consiste questo intervento di chirurgia estetica, risolvendo diversi dubbi per chi si accinge a richiedere un trattamento simile. 

Se siete interessati/e, leggete le risposte!

Cos’è il lipofilling del viso?

Il lipofilling è una tecnica di ringiovanimento del volto che utilizza l’innesto di tessuto adiposo autologo (il proprio grasso corporeo) per andare a riempire le rughe o i contorni scavati del viso. Il grasso viene prelevato da zone in cui è più abbondante e in seguito, dopo essere stato lavato e pulito da altri residui, viene infiltrato nel viso (nel derma o nel tessuto muscolare) per aumentare il volume. 

Siamo soliti associare l’invecchiamento al comparire delle rughe, ma questi segni non sono l’unico cambiamento subito dal volto. La massa muscolare si assottiglia, la pelle perde elasticità e tono, il tessuto adiposo si atrofizza e talvolta si forma una depressione nella zona delle guance. Il lipofilling non serve solo a eliminare le rughe ma, per esempio, è l’unico intervento efficace per rimpolpare un volto scavato. 

Per chi è indicato? C’è un’età adatta?

Non c’è un’età specifica. La maggior parte dei pazienti che si sottopongono al lipofilling hanno tra i 20 e i 60 anni. Ma si ottengono buoni risultati anche per pazienti dai 60 fino agli 80 anni di età. Di solito cambiano le esigenze: se le pazienti giovani chiedono di aumentare il volume di alcune aree specifiche, dai 40 in su desiderano ripristinare la pienezza del volto. 

È necessario fare una visita preoperatoria? 

Sì, prima di sottoporsi all’intervento è importante fare un esame clinico per verificare le zone da trattare, la quantità necessaria di grasso da infiltrare e localizzare le sedi da cui effettuare il prelievo. Inoltre, il medico deve dare al paziente istruzioni precise su come prepararsi all’operazione. Per intenderci: l’alimentazione da seguire, i farmaci da evitare e abitudini come fumo e alcol da sospendere per un po’. 

Ci sono dei rischi?

Sì, ma se operati da mani esperte i rischi sono molto rari e comunque facilmente risolvibili. Quando ci si sottopone a un intervento c’è sempre il rischio di infezione o sanguinamento, ma non sono complicanze gravi.  A ogni modo il lipofilling è una procedura  rapida (dura da 30 minuti a max 1h.) micro-invasiva e indolore. Vengono effettuate delle incisioni ma in aree nascoste e solo per prelevare il grasso. Per riposizionarlo nelle sedi riceventi, invece, si usano delle micro cannule. Inoltre, bisogna aggiungere che il lipofilling elimina il rischio di intolleranze o reazioni allergiche in quanto il materiale biologico innestato appartiene allo stesso paziente. 

Quanto dura la fase di recupero?

Il recupero avviene in modo graduale, così come il ritorno alle proprie attività quotidiane. Per una guarigione completa occorre circa un mese; rispetto al lifting, con il lipofilling il gonfiore del viso dura più a lungo. In seguito all’operazione si deve indossare un bendaggio compressivo nelle sedi del prelievo per circa 3 settimane per ridurre gli edemi o ematomi. I risultati sono visibili dopo 3 settimane e i risultati definitivi si ottengono intorno alla sesta settimana. 

Qual è la differenza tra lipofilling, filler e lifting?

Innanzitutto rispetto al lifting la differenza riguarda proprio la finalità. Se il lifting mira a sollevare le aree del volto e in questo modo a spianare anche le rughe, il lipofilling conferisce alle aree coinvolte più volume e pienezza. È sicuramente la scelta migliore in caso di zone del volto svuotate. In alcuni casi è possibile combinare entrambi i trattamenti e procedere, attraverso il lifting, a sollevare le parti rimpolpate con il lipofilling. Per questo è sempre meglio richiedere un consulto medico con  uno specialista che aiuti il paziente a scegliere l’alternativa migliore in base ai suoi desideri e alle sue condizioni fisiche.

Il filler e il lipofilling invece assolvono alla stessa funzione, solo in modo diverso. Il filler per riempire utilizza dei dispositivi medici come l’acido ialuronico, il lipofilling, come abbiamo già detto, si serve dello stesso tessuto adiposo del paziente. Di conseguenza il filler è più rischioso e talvolta può dare luogo a complicanze fino anche a deturpare il viso del paziente, specie se l’intervento non è eseguito correttamente. Un’altra differenza risiede nella durata dei risultati: l’acido ialuronico tende a riassorbirsi dopo alcuni mesi mentre il tessuto adiposo del lipofilling non si riassorbe mai completamente, di conseguenza è più duraturo. 

Un altro beneficio del grasso autologo è quello di essere ricco di cellule staminali che hanno la capacità di rigenerare i tessuti donando nuova vita e lucentezza alla pelle del viso. 

Quanto durano gli effetti del lipofilling?

Poiché solo una percentuale (tra il 40-70%) del tessuto adiposo tende a riassorbirsi, possiamo affermare che gli effetti del lipofilling sono permanenti. Bisogna dire inoltre che, rispetto a quelli ottenuti con altre tecniche, sono molto naturali.

Hai bisogno di richiedere informazioni o un appuntamento?

Prenota chiamando al numero 049.87.55.141, oppure compila il form per essere ricontattato.

Esplora altri contenuti

Impianto dentale e osteoporosi

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare? È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto importante è che non si può procedere senza una valutazione attenta: ci sono fattori che fanno la differenza tra un impianto che funziona e uno che può dare problemi. In questo articolo spieghiamo cosa sapere prima di decidere, quali domande fare al tuo dentista e quali accertamenti è importante fare. Cos'è l’osteoporosi e come influisce sull’osso L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso. Il risultato è un osso più poroso, più fragile e più soggetto a fratture. La patologia colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini in età avanzata. Si stima che in Italia circa cinque milioni di persone ne soffrano, con una prevalenza molto più alta nella fascia over 70. Dal punto di vista della chirurgia implantare, la domanda rilevante è: un osso con densità ridotta riesce a integrarsi con l’impianto in modo stabile e duraturo? La risposta dipende dal grado di osteoporosi, dalla quantità di osso disponibile nella sede di inserimento e dalle eventuali terapie farmacologiche in corso. Impianto dentale con osteoporosi: qual è il rischio reale? La preoccupazione principale non è l’osteoporosi in sé, ma …

Importanza relazione medico-paziente nel trattamento odontoiatrico

Per scegliere un dentista, la bravura e la professionalità non sono tutto. La qualità delle cure odontoiatriche dipende certamente dalle competenze e dalla tecnologia disponibile, ma anche da qualcosa di meno misurabile: il rapporto che si costruisce tra medico e paziente. Un paziente che si fida del proprio dentista affronta le cure con maggiore serenità, segue le indicazioni con più costanza e torna ai controlli regolarmente. Un paziente che non si fida, o che ha paura, spesso rimanda - e rimandare in odontoiatria significa quasi sempre complicare i problemi. Capire perché questa relazione è così importante aiuta a riconoscere le caratteristiche di uno studio dentistico che mette davvero il paziente al centro. La centralità del paziente nell’odontoiatria moderna L’odontoiatria ha subito una trasformazione profonda negli ultimi decenni. Gli strumenti sono diventati più precisi, i materiali più evoluti, le tecniche meno invasive. Ma il cambiamento più significativo riguarda il modo in cui il dentista si relaziona con il paziente. Il modello tradizionale era sostanzialmente verticale: il medico decideva, il paziente eseguiva. Oggi questo approccio è superato. L’odontoiatria moderna si basa su un modello partecipativo, in cui il paziente è informato, coinvolto nelle scelte terapeutiche e messo nelle condizioni di comprendere cosa sta per succedere e perché. Questo non significa che il paziente si sostituisca al professionista nella valutazione clinica. Significa che le decisioni vengono prese insieme, con trasparenza, partendo dalle esigenze, dalle aspettative e anche dalle preoccupazioni di chi è seduto sulla poltrona. Uno studio dentistico moderno lavora esattamente in questo …

Prevenire le carie grazie all’alimentazione

Ci sono persone che spazzolano i denti regolarmente, usano il filo interdentale e vanno dal dentista con costanza, eppure continuano ad avere carie. Se ti sei mai chiesto perché hai sempre la carie nonostante una buona igiene orale, la risposta è spesso nel piatto. L’alimentazione è uno dei fattori più influenti sulla salute dei denti, ma anche uno dei più trascurati. Capire il legame tra alimentazione e carie dentali aiuta a fare scelte più consapevoli ogni giorno. Il rapporto tra alimentazione e carie dentali La carie non è semplicemente il risultato di una pulizia insufficiente. È una malattia infettiva multifattoriale: si sviluppa quando i batteri presenti nel cavo orale fermentano gli zuccheri introdotti con il cibo e producono acidi che attaccano lo smalto dentale. Più zuccheri vengono consumati, più a lungo e più frequentemente i denti sono esposti a questi acidi, maggiore è il rischio di demineralizzazione e, nel tempo, di carie. Questo spiega perché due persone con la stessa routine di igiene orale possono avere esperienze molto diverse dal punto di vista della salute orale: l’alimentazione crea le condizioni in cui batteri e acidi agiscono. Un elemento spesso trascurato è la frequenza dei pasti e degli spuntini. Ogni volta che si introduce cibo o una bevanda zuccherata, la bocca entra in una fase acida che dura circa 20–30 minuti. Chi mangia o beve frequentemente bevande zuccherate durante la giornata espone i denti a cicli acidi ripetuti, con un rischio cumulativo molto più alto rispetto a chi consuma gli stessi …