Nel 2010 a circa 35000 persone negli Stati Uniti è stato diagnosticato un cancro della bocca o della faringe. Nello stesso periodo più di 7000 persone sono morte per queste malattie. Le statistiche sotto indicate, fornite dal National Cancer Institute SEER Database nel periodo 1999 – 2006, sono un forte motivo per trovare mezzi che …

Nel 2010 a circa 35000 persone negli Stati Uniti è stato diagnosticato un cancro della bocca o della faringe. Nello stesso periodo più di 7000 persone sono morte per queste malattie.

Le statistiche sotto indicate, fornite dal National Cancer Institute SEER Database nel periodo 1999 – 2006, sono un forte motivo per trovare mezzi che permettanodi riconoscere i tessuti alterati:

• Quando diagnosticato precocemente, cioè confinato nella serie primaria, la sopravvivenza a cinque anni di cancro orale è molto buona: 83%. Solo il 33% di tutti i tumori orali sono scoperti in questa fase.

• Riconoscere il cancro orale quando è esteso ai linfonodi locali porta al 55% la probabilità di sopravvivenza. All’incirca il 46% di tutti orali vengono riconosciuti in questa fase.

• Quanto riconosciuti tardivamente, la sopravvivenza al cancro orale e molto bassa: circa il 32%. Questo accade all’incirca nel 14% di tutti i tumori orali riconosciuti.

Appare chiaro quindi che il riconoscimento precoce del cancro orale è il punto principale per migliorare la sopravvivenza.

Per questo motivo Medical Center Padova sta valutando un nuovo strumento per la diagnosi precoce delle lesioni che potrebbero diventare un tumore della bocca, VELscope.
VELscope offre una speranza per il riconoscimento precoce delle lesioni cancerose e precancerose della bocca, che spesso non sono riconoscibili alla visione diretta senza questo strumento. Uno dei principali vantaggi di VELscope infatti è la possibilità di identificare precocemente aree che potrebbero non essere individuate in modo diverso e che potrebbero evolvere verso un cancro.

Voi aiutarci? Chiama e fissa un appuntamento per sottoporti ad un esame gratuito delle mucose della tua bocca.

Ogni giorno dal 18 a 21 giugno controlleremo gratuitamente previo appuntamento 5 pazienti.

Si tratta di un esame assolutamente indolore che richiede pochi minuti.

Vuoi conoscere di più su questa tecnica? visita il sito VELscope

Aiutaci ad aiutarti!

Hai bisogno di richiedere informazioni o un appuntamento?

Prenota chiamando al numero 049.87.55.141, oppure compila il form per essere ricontattato.

Esplora altri contenuti

Impianto dentale e osteoporosi

Hai l’osteoporosi e il dentista ti ha proposto un impianto per sostituire un dente mancante? Oppure hai sentito dire che con l’osteoporosi gli impianti non si possono fare e non sai cosa pensare? È una situazione comune, e la confusione è comprensibile. La buona notizia è che l’osteoporosi non esclude automaticamente l’implantologia. La notizia altrettanto importante è che non si può procedere senza una valutazione attenta: ci sono fattori che fanno la differenza tra un impianto che funziona e uno che può dare problemi. In questo articolo spieghiamo cosa sapere prima di decidere, quali domande fare al tuo dentista e quali accertamenti è importante fare. Cos'è l’osteoporosi e come influisce sull’osso L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso. Il risultato è un osso più poroso, più fragile e più soggetto a fratture. La patologia colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini in età avanzata. Si stima che in Italia circa cinque milioni di persone ne soffrano, con una prevalenza molto più alta nella fascia over 70. Dal punto di vista della chirurgia implantare, la domanda rilevante è: un osso con densità ridotta riesce a integrarsi con l’impianto in modo stabile e duraturo? La risposta dipende dal grado di osteoporosi, dalla quantità di osso disponibile nella sede di inserimento e dalle eventuali terapie farmacologiche in corso. Impianto dentale con osteoporosi: qual è il rischio reale? La preoccupazione principale non è l’osteoporosi in sé, ma …

Importanza relazione medico-paziente nel trattamento odontoiatrico

Per scegliere un dentista, la bravura e la professionalità non sono tutto. La qualità delle cure odontoiatriche dipende certamente dalle competenze e dalla tecnologia disponibile, ma anche da qualcosa di meno misurabile: il rapporto che si costruisce tra medico e paziente. Un paziente che si fida del proprio dentista affronta le cure con maggiore serenità, segue le indicazioni con più costanza e torna ai controlli regolarmente. Un paziente che non si fida, o che ha paura, spesso rimanda - e rimandare in odontoiatria significa quasi sempre complicare i problemi. Capire perché questa relazione è così importante aiuta a riconoscere le caratteristiche di uno studio dentistico che mette davvero il paziente al centro. La centralità del paziente nell’odontoiatria moderna L’odontoiatria ha subito una trasformazione profonda negli ultimi decenni. Gli strumenti sono diventati più precisi, i materiali più evoluti, le tecniche meno invasive. Ma il cambiamento più significativo riguarda il modo in cui il dentista si relaziona con il paziente. Il modello tradizionale era sostanzialmente verticale: il medico decideva, il paziente eseguiva. Oggi questo approccio è superato. L’odontoiatria moderna si basa su un modello partecipativo, in cui il paziente è informato, coinvolto nelle scelte terapeutiche e messo nelle condizioni di comprendere cosa sta per succedere e perché. Questo non significa che il paziente si sostituisca al professionista nella valutazione clinica. Significa che le decisioni vengono prese insieme, con trasparenza, partendo dalle esigenze, dalle aspettative e anche dalle preoccupazioni di chi è seduto sulla poltrona. Uno studio dentistico moderno lavora esattamente in questo …

Prevenire le carie grazie all’alimentazione

Ci sono persone che spazzolano i denti regolarmente, usano il filo interdentale e vanno dal dentista con costanza, eppure continuano ad avere carie. Se ti sei mai chiesto perché hai sempre la carie nonostante una buona igiene orale, la risposta è spesso nel piatto. L’alimentazione è uno dei fattori più influenti sulla salute dei denti, ma anche uno dei più trascurati. Capire il legame tra alimentazione e carie dentali aiuta a fare scelte più consapevoli ogni giorno. Il rapporto tra alimentazione e carie dentali La carie non è semplicemente il risultato di una pulizia insufficiente. È una malattia infettiva multifattoriale: si sviluppa quando i batteri presenti nel cavo orale fermentano gli zuccheri introdotti con il cibo e producono acidi che attaccano lo smalto dentale. Più zuccheri vengono consumati, più a lungo e più frequentemente i denti sono esposti a questi acidi, maggiore è il rischio di demineralizzazione e, nel tempo, di carie. Questo spiega perché due persone con la stessa routine di igiene orale possono avere esperienze molto diverse dal punto di vista della salute orale: l’alimentazione crea le condizioni in cui batteri e acidi agiscono. Un elemento spesso trascurato è la frequenza dei pasti e degli spuntini. Ogni volta che si introduce cibo o una bevanda zuccherata, la bocca entra in una fase acida che dura circa 20–30 minuti. Chi mangia o beve frequentemente bevande zuccherate durante la giornata espone i denti a cicli acidi ripetuti, con un rischio cumulativo molto più alto rispetto a chi consuma gli stessi …