«Attenzione agli “sleep tracker” in commercio. L’IA, invece, ci farà risparmiare ore di lavoro.»

«Attenzione agli “sleep tracker” in commercio. L’IA, invece, ci farà risparmiare ore di lavoro.»

Abbiamo intervistato il dott. Alvise Cappello, specialista in medicina del sonno e da 40 anni alla direzione di Medical Center Padova. Ci ha raccontato le trasformazioni che ha attraversato il centro nel corso degli anni e spiegato come stiano aumentando l’attenzione e la conoscenza dei disturbi del sonno. Ci invita però a distinguere i dispositivi medici di tracciamento del sonno da quelli che troviamo comunemente in commercio. E per finire ci ha dato anche qualche consiglio su come dormire meglio!

Prima di diventare il fondatore e attuale direttore di Medical Center Padova, si forma come medico odontoiatra. Come è approdato alla medicina del sonno e come nasce il suo interesse?

È successo in maniera abbastanza casuale. Bisogna sapere che ancora oggi, nonostante l’enorme sviluppo che ha avuto la medicina del sonno, durante il corso di laurea in medicina le vengono dedicate solo 2 ore di lezione in 6 anni. Di conseguenza non è strano che ci sia approdato per altre vie. Nel mio caso, avvenne quando mi arrivarono delle richieste da parte di pazienti di dispositivi per il russamento. Fu allora che decisi di frequentare alcuni corsi che però avevano un taglio molto commerciale e non mi avevano soddisfatto. Così quando nel 2018 l’Università di Bologna ha aperto il primo Master di II Livello in Odontoiatria del sonno ho partecipato al concorso e sono stato uno dei venti odontoiatri ammessi. Tuttora i professionisti con una formazione post laurea universitaria sono poche decine, a fronte di molti che si dedicano a questa disciplina in maniera “artigianale” dove purtroppo si privilegia l’aspetto commerciale e non quello medico. 

Da studio dentistico MCP diviene un centro multispecialistico e negli ultimi anni si è distinto in particolare come centro di eccellenza per la medicina del sonno. Quali sono stati gli elementi che ne hanno favorito il successo?

L’evoluzione di MCP da studio dentistico a centro multispecialistico è dovuta innanzitutto al fatto che sia il mio socio, dott. Antonio Olivo, che io siamo laureati in Medicina e chirurgia e abbiamo poi conseguito la specializzazione: lui in chirurgia maxillo-facciale, mentre io in odontostomatologia. Entrambi abbiamo avuto la fortuna di collaborare dapprima come allievi e poi come soci con uno dei fondatori della chirurgia maxillo-facciale Italiana, il prof. Paolo Gotte, trattando fin dall’inizio problemi complessi come la cura dei pazienti dismorfici. Fin da allora ci siamo addestrati a lavorare in team articolati dove è sempre stato necessario collaborare con diverse specialità. 

Nel 2010, quando ci siamo trasferiti nella nostra attuale sede dove abbiamo realizzato una delle poche sale operatorie attrezzate per eseguire l’anestesia generale a Padova, abbiamo avviato la collaborazione con i colleghi chirurghi plastici. 

Poi nel 2018, quando ho frequentato il Master in Odontoiatria del sonno, ho compreso quanto sia affascinante e complesso questo argomento, rendendomi conto che è indispensabile fornire alle persone che hanno un sonno scadente un team completo di specialisti competenti in questa disciplina. Così ho fondato il nostro centro, uno dei pochi centri privati di medicina del sonno presenti nel nord Italia dove chi soffre di questi disturbi trova un team integrato composto da pneumologi, otorinolaringoiatri, neurologi, psicologi, specialisti in scienza dell’alimentazione e odontoiatri, oltre a dispositivi di cura che non richiedono la chirurgia, e dove è possibile eseguire sia la diagnostica base che quella avanzata.

Come ha visto evolvere la medicina del sonno da quando si è specializzato in questo campo?

Questa domanda merita una duplice risposta. Dal punto di vista medico, la conoscenza del sonno sta crescendo in maniera vertiginosa. Ciò è un vantaggio perché ci permette di curare sempre meglio i pazienti e di riconoscere sempre più il legame che esiste tra sonno e buona salute. Questo aumento di conoscenze ci richiede uno sforzo di aggiornamento continuo molto importante. 

Dal punto di vista del paziente, resta la difficoltà di trovare centri di cura specializzati (sia privati che, ancora più rari, pubblici). A questo aspetto va aggiunta una crescente attenzione verso i disturbi del sonno da parte delle persone che fino ad oggi avevano sottovalutato questo aspetto della vita. Basti pensare che, secondo le statistiche, nel nostro Paese 1 persona su 2 dorme male e di queste meno di 1 su 100 riceve cure adeguate.

 I disturbi del sonno, tra cui le apnee notturne, purtroppo continuano a essere presi sotto gamba e sul fronte della sensibilizzazione c’è ancora strada da fare. Quali sono i veri rischi per la salute?

Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) assieme all’insonnia sono tra le forme più comuni dei disturbi del sonno. Gli effetti che le OSAS hanno sulla salute sono moltissimi. Per di più vanno ad  aggravare dei problemi molto frequenti. Faccio alcuni esempi:

  • Ipertensione arteriosa: le persone che ne soffrono sono tantissime. La quasi totalità non ha mai indagato la qualità del sonno e non sa che le OSAS possono essere la causa o aggravare il decorso dell’ipertensione. 
  • Esofagite da reflusso: quanti assumono farmaci per il reflusso gastrico la sera? Centinaia di migliaia di persone. In quanti casi si è verificato se sono affette da OSAS? La risposta è quasi 0!
  • Diabete: Oggi sappiamo che il diabete di tipo 2  è aggravato dalle OSAS. 
  • Disfunzione erettile e impotenza: anche queste sono influenzate dalle OSAS. 
  • Aritmie cardiache, infarto del miocardio, ictus cerebrale: tutti quadri favoriti dalle OSAS.
  • Difficoltà di concentrazione, difficoltà a ricordare le cose: in presenza di questi sintomi, le OSAS e più in generale la qualità del sonno dovrebbero essere sempre studiate.  

E potrei continuare ancora a lungo… 

Quali sono i nuovi scenari per la medicina del sonno? Come pensa che l’Intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possano contribuire alla diagnosi e alla cura dei disturbi del sonno?

Oggigiorno tutto il mondo scientifico che si occupa del sonno presta un’enorme attenzione alle nuove tecnologie, soprattutto come strumenti per facilitare il riconoscimento precoce dei problemi del sonno. Bisogna distinguere però i dispositivi medici, o che elaborano i dati con software medici, dai cosiddetti “sleep tracker” che possiamo acquistare nei negozi di elettronica e come app. Questi prodotti raccolgono dati che però non sono elaborati con sistemi validati, per cui hanno margini di errore molto grandi con risultati inaffidabili per fare diagnosi e curare poi le persone. 

L’intelligenza artificiale ci darà sicuramente un grande aiuto, soprattutto rendendo più veloce l’elaborazione dei dati raccolti dalle macchine. Basti pensare che solo per leggere e studiare una polisonnografia ci vogliono fino a 4 ore di lavoro di tecnici altamente qualificati! 

Infine una curiosità: lei come dorme e cosa consiglia per mantenere una buona igiene del sonno?

Per mia fortuna normalmente dormo bene. Ho provato tutti i dispositivi per la diagnosi che quotidianamente montiamo ai nostri pazienti e devo dire che, anche se sono un po’ ingombranti, non disturbano il sonno e danno informazioni molto precise.

Per quanto riguarda l’igiene del sonno innanzitutto dobbiamo usare il letto solo per dormire (e fare l’amore), non per altro. 

Il nostro cervello, per farci dormire bene, ha bisogno di un ritmo di vita il più regolare possibile. Dobbiamo evitare l’attività sportiva nelle 3-4 ore prima di coricarci e limitare il consumo di alcol e il fumo di sigaretta alla sera. Inoltre, non dobbiamo coricarci prima che siano passate 2-3 ore dalla cena. Infine, se al mattino ci svegliamo stanchi e con la bocca secca, se russiamo in maniera rumorosa e disturbiamo il compagno di letto, se ci alziamo spesso per urinare o sudiamo molto di notte, allora forse c’è un problema e dobbiamo rivolgerci a un medico del sonno.